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“La Voce dell’Invisibilità”: a Isola delle Femmine il primo Circle Time dedicato alla fibromialgia tra ascolto, informazione e sostegno concreto

    Un pomeriggio intenso, carico di emozioni, testimonianze e consapevolezza quello che si è svolto a Isola delle Femmine il 30 Maggio scorso, in occasione del primo appuntamento di “Circle Time – La Voce dell’Invisibilità”, un evento interamente dedicato alla fibromialgia e nato con l’obiettivo di creare uno spazio di confronto, informazione, ascolto e supporto per pazienti, familiari e cittadini.

    L’iniziativa, ospitata presso l’Hotel Sirenetta, ha rappresentato molto più di un semplice incontro divulgativo: è stata la dimostrazione concreta di come la condivisione possa trasformarsi in uno strumento di forza, speranza e cambiamento per chi vive quotidianamente con una patologia spesso poco compresa e ancora oggi troppo frequentemente invisibile agli occhi della società.

    Fin dall’inizio, la sala si è riempita di persone desiderose di ascoltare, raccontare e confrontarsi. Pazienti affetti da fibromialgia, familiari, amici, rappresentanti del territorio e cittadini hanno dato vita a un vero e proprio cerchio di ascolto, nel quale ogni voce ha trovato spazio e dignità. Tra le testimonianze più significative, quella di familiari che vivono accanto ai pazienti condividendone difficoltà e sfide quotidiane, la cui presenza ha ricordato quanto sia fondamentale il ruolo della famiglia nel percorso di chi affronta una malattia cronica.

     

    Il titolo dell’evento “Fibromialgia Ascoltare, Comprendere, Agire”, ha rappresentato perfettamente il filo conduttore dell’intera giornata. L’incontro ha infatti alternato momenti di approfondimento scientifico e sanitario a spazi dedicati al dialogo e all’ascolto diretto delle esperienze dei partecipanti. Nessuno è rimasto inascoltato. Ogni intervento, ogni domanda e ogni racconto hanno contribuito a costruire un clima autentico di empatia e vicinanza, trasformando il Circle Time in un’esperienza profondamente umana oltre che informativa.

    Tra gli obiettivi principali dell’evento vi era quello di sensibilizzare la comunità sulla fibromialgia, una sindrome complessa caratterizzata da dolore cronico diffuso, affaticamento, disturbi del sonno e numerose altre manifestazioni che incidono pesantemente sulla qualità della vita delle persone che ne soffrono. Una condizione che spesso non presenta segni evidenti e che proprio per questo viene definita “malattia invisibile”, generando incomprensioni, isolamento e difficoltà nel riconoscimento del disagio vissuto dai pazienti.

    I relatori presenti hanno offerto un contributo prezioso grazie alle loro competenze professionali e alla disponibilità dimostrata nei confronti del pubblico. La dottoressa Monica Sapio, specialista in medicina antalgica, ha approfondito il tema della gestione del dolore e delle possibilità terapeutiche oggi disponibili; Alba Calderone psichiatra ha contribuito al dibattito con il proprio punto di vista professionale; mentre la fisioterapista Valentina Erta ha illustrato l’importanza del movimento, della riabilitazione e dell’approccio multidisciplinare nel miglioramento della qualità della vita dei pazienti. Tutti gli intervenuti non si sono limitati a fornire informazioni, ma hanno scelto di mettersi concretamente a disposizione delle persone presenti, rispondendo a domande, dubbi e necessità con grande sensibilità e professionalità.

    L’evento ha inoltre valorizzato strumenti e percorsi di supporto fondamentali per il territorio. Tra le attività proposte figuravano momenti di confronto con specialisti, percorsi di ascolto, approfondimenti sull’arte trasformativa e sulla terapia come strumenti di espressione e benessere, uno sportello informativo dedicato all’orientamento dei pazienti, oltre a un focus sulla piattaforma regionale Fibrocare, importante punto di riferimento per le persone affette da fibromialgia. Particolare attenzione è stata riservata anche alle problematiche territoriali, con l’obiettivo di individuare bisogni concreti e promuovere una rete di sostegno sempre più efficace e vicina ai cittadini.

    Un ruolo fondamentale nella riuscita dell’iniziativa è stato svolto da Maria Rappa, Giusy Fabio, Angela Abbinanti, Simona Bonomo, il cui impegno costante e il continuo supporto hanno reso possibile la realizzazione dell’evento. La loro dedizione rappresenta un esempio concreto di come la collaborazione e la solidarietà possano trasformarsi in azioni capaci di generare valore per l’intera comunità.

    Un riconoscimento speciale è stato espresso anche a tutta la realtà di ControCorrente, che ha dato l’egida all’evento e in particolare a Filippo Occhipinti vicepresidente del movimento e ai numerosi “fari territoriali” presenti. La loro partecipazione ha dimostrato una profonda sensibilità verso il tema della fibromialgia e la volontà di sostenere percorsi di inclusione e consapevolezza. Essere “faro” significa illuminare realtà spesso trascurate e accompagnare le persone lungo percorsi difficili, contribuendo a costruire una società più attenta e solidale.

    L’atmosfera che si è respirata durante l’intero pomeriggio è stata quella di una comunità che si riconosce nelle fragilità e sceglie di affrontarle insieme. Un luogo in cui informazione, consapevolezza, empatia e sostegno sono diventati elementi concreti e tangibili. Il messaggio finale, “Insieme siamo più forti”, non è stato soltanto uno slogan, ma il sentimento condiviso da tutti coloro che hanno partecipato a questa importante giornata.

    Questo primo Circle Time rappresenta l’inizio di un percorso che promette di crescere e consolidarsi nel tempo, con l’ambizione di organizzare nuovi appuntamenti, ampliare la rete di supporto e continuare a dare voce a chi troppo spesso non viene ascoltato. La risposta del pubblico e la partecipazione registrata confermano quanto sia forte il bisogno di occasioni come questa, capaci di unire competenze, testimonianze e umanità. Un primo passo significativo verso una maggiore conoscenza della fibromialgia e verso una società che sappia finalmente riconoscere, comprendere e sostenere il dolore invisibile di migliaia di persone, perché dare voce all’invisibilità significa, prima di tutto, restituire dignità, ascolto e speranza a chi ogni giorno combatte una battaglia silenziosa.

    Giusy Fabio