E il legame tra violenza subita e fibromialgia è evidente (anche se non per tutte).
Studi dimostrano come le violenze possano abbassare la soglia del dolore, e anche se non si vede la fibromialgia, è una malattia complessa che non riguarda solo la mente. Infatti, è una sindrome caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico diffuso, grande stanchezza e sonno quasi sempre non ristoratore (quando capita di dormire..).
È inutile cercarne traccia nelle analisi del sangue, in Italia ne soffre il 2% della popolazione femminile tra i 30 e i 60 anni. Si assiste però ad un abbassamento dell’età della diagnosi, a cominciare dai 14 anni.
La Fibromialgia, viene raccontata come subdola: un giorno ti sembra di star bene, poche ore dopo anche l’aria sulla pelle ti fa star male….e poi quel dolore “insopportabile” al gomito, o alla spalla, o alla schiena, o all’anca, o al ginocchio che stranamente un giorno scompare e si ripresenta fresco e rinvigorito in una altra parte del corpo…
La ricerca ha già dimostrato una correlazione significativa tra eventi traumatici, abusi avvenuti nell’infanzia, violenza domestica e PTSD, e il palesarsi o aggravarsi della malattia. Gli studiosi parlano di “sensibilizzazione centrale”: il sistema nervoso messo a dura prova di una violenza che parte in qualsiasi momento del giorno e della notte: uno schiaffo, un pugno, un calcio o l’ennesima parola offensiva (che mina l’autostima della Donna) o di discredito anche davanti ad amici e parenti, fa ripartire il sistema nervoso, che si trova comunque in perenne stato d’allarme, amplificando ogni stimolo doloroso.
Spesso capita che le Donne che si rivolgono al nostro Sportello Antiviolenza Fuori Dall’Ombra, portino addosso fisicamente il dolore sentito che rischia di distruggerle. A volte viene fuori il nome della loro malattia, altre volte lo intuiamo: dalla postura, dal toccarsi massaggiandosi il braccio o il ginocchio, il loro mettersi in piedi dopo essere state sedute a raccontarci, dove è evidente la difficoltà immediata nel muoversi…..Moltissime non credono che il loro rimanere giornate intere a letto o sul divano, non dipende soltanto dal dolore provato fisicamente o dalla stanchezza o dalla mancanza di sonno ma è correlato a forme di depressione scaturenti dalle violenze subite e dalla Fibromialgia.
Ed è proprio qui che comincia la vera presa in carico delle volontarie allo Sportello, dal punto di vista legale (richiesta di separazione e divorzio, di assegnamento dei figli,) solo però se possono essere giustificati da una denuncia nei confronti del marito o compagno, l’allontanamento della persona che ha causato le ferite, visibili e certificabili, e non visibili come la malattia insorta. Da parte delle volontarie psicologhe, le cui sedute in presenza e on line, servono come supporto psicologico per le decisioni prese. Allo stesso modo consigliamo di non essere “rigide” e di lasciare che il reumatologo o il terapista del dolore, dai quali sono in cura per la Fibromialgia, possano prescrivere una terapia che consideri di prendere degli antidepressivi.
Dal ricordare e sentire ancora sulla propria pelle una violenza fisica o psicologica non si guarisce, proprio come non si guarisce dalla Fibromialgia.
Si può mitigare il dolore con i farmaci, con le sedute psicoterapeutiche, ma ci sarà sempre un momento della giornata in cui si continuerà “a cadere dentro il dolore”, la nostra mente non si ferma, continua a sentire e lo esprime attraverso un dolore di un arto o un malessere generale.
È importante non stare da sole, cercare di condurre una vita normale, andare in palestra (fondamentale per la Fibromialgia), al cinema o al teatro con le Amiche, a prendere un aperitivo e ad attenzionare la bellezza delle piccole cose.
E lo Sportello anche in questo può essere importante, lasciarsi seguire per rimettersi in piedi.
Non vorremmo mai arrivare nella vita di una Donna perché chiamate dal personale medico del Pronto Soccorso, vorremmo servire prima!
E questo curarsi di sé dipende solo da Te Donna che hai letto.
Per lo Sportello Antiviolenza Fuori dall’Ombra
Dr.ssa Enrichetta Guerrieri