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Fibromialgia: l’aiuto del fisioterapista

    La fibromialgia è una condizione cronica caratterizzata da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento persistente, rigidità, disturbi del sonno e, spesso, sintomi psico-emotivi come ansia, difficoltà di concentrazione e problemi di memoria.

    Si tratta di una sindrome complessa perché non esistono esami specifici di laboratorio per la diagnosi. Per questo motivo viene spesso definita “la malattia invisibile”: tutte le indagini risultano negative e il paziente appare sano.

    La fibromialgia è considerata una malattia reumatica cronica che coinvolge muscoli e tendini, provocando dolore diffuso e rigidità. In molti casi possono comparire anche sintomi collegati al sistema nervoso autonomo, come:

    * disturbi del sonno

    * ansia e depressione

    * difficoltà di memoria e concentrazione

    * colon irritabile

    La diagnosi viene solitamente effettuata da uno specialista, come il reumatologo o il neurologo, attraverso la valutazione clinica dei sintomi.

    Nel 2011 sono stati introdotti nuovi criteri diagnostici basati sulla valutazione del dolore in 18 aree del corpo. A questo punteggio si aggiunge la presenza di altri sintomi come affaticamento, cefalea e disturbi dell’umore.

    L’importanza di un approccio multidisciplinare

    Per gestire al meglio la fibromialgia è fondamentale adottare *un approccio multidisciplinare*, mettendo sempre al centro le esigenze del paziente.

    Le figure professionali coinvolte possono includere:

    * medico specialista

    * psicologo

    * nutrizionista

    * fisioterapista

     

    Tra queste, il  fisioterapista svolge un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità della vita del paziente.

    Attraverso tecniche di terapia manuale e strumentale, la fisioterapia può contribuire a:

    * ridurre il dolore

    * diminuire le tensioni muscolari

    * migliorare la mobilità articolare

     

    Un altro aspetto fondamentale è educare il paziente al movimento. Attività fisiche leggere ma costanti come:

    * camminata

    * bicicletta

    * nuoto

    * pilates

    * yoga

    aiutano a mantenere i muscoli attivi, migliorano l’umore e riducono lo stress, contrastando la sedentarietà.

    Ancora più importante è l’esercizio terapeutico mirato, che consente di migliorare forza e resistenza muscolare, elementi fondamentali per affrontare le attività quotidiane.

    L’esercizio fisico: una “pillola” quotidiana

    Gli esercizi dovrebbero essere considerati come  una vera e propria terapia quotidiana , da eseguire con costanza durante la giornata.

    Di seguito una semplice routine utile per mobilizzare la colonna vertebrale e  ridurre le tensioni muscolari.

    ESERCIZIO N°1. Chiamato “il gatto” o nello yoga “la mucca”

     

     

    Questo esercizio viene effettuato in posizione di quadrupedia, con le mani allineate sotto le spalle, ginocchia allineate sotto le anche. Quindi inarcare la schiena(in concavità) e contemporaneamente abbassare la testa, buttando l’aria.

     

    Successivamente, effettuare il movimento contrario, abbassare la schiena(in convessità) e alzare la testa, prendendo l’aria. In entrambe le posizioni non perdere mai la posizione delle gambe e delle braccia. Effettuare questo movimento in modo cosciente sentendo lo “srotolamento” vertebrale, vertebra dopo vertebra.  Attenzione alla respirazione. Ripetere 10 volte.

    Tra gli esercizi migliori utilizzati per mobilizzare tutta la colonna vertebrale.

    ESERCIZIO N°2

     

     In posizione di quadrupedia. Portare i glutei ai talloni. In questa posizione cercare di allungare il più possibile le mani in avanti mantenendo la posizione. Ritornare in posizione di partenza tenendo le mani ferme al suolo. Ripetere 10 volte. Questo esercizio per i soggetti che tendono al dorso curvo ha un buon effetto sulla distensione della schiena. 

    ESERCIZIO N°3

     

    Chiamato la ”pallina”, si effettua in posizione supina (distesi pancia sopra). Flettere le ginocchia portandole al petto afferrandole con le mani. Mento retratto e spalle a terra.

    Mantenere la posizione 2 minuti.

     

    Variante:

    Flettere una gamba per volta, stando attenti a mantenere l’altra gamba distesa al pavimento.

    Ripeterlo lentamente 5 volte per gamba.

    ESERCIZIO N°4

    In posizione supina(distesi pancia sopra) con le ginocchia flesse. Portare le gambe da un lato e poi dall’altro lato. Braccia ben aperte , la testa ruota dal lato opposto alle gambe. In questo modo oltre a mobilizzare la parte bassa della schiena avremo un effetto di allungamento e mobilizzazione della cervicale e del torace. Ripetere 10 volte associando la respirazione.

    Variante:

    se si vuole avere un maggiore effetto di allungamento della parte anteriore del braccio ruotare la testa dallo stesso lato delle gambe.

    ESERCIZIO N°5

    In posizione di quadrupedia, con le mani allineate sotto le spalle, ginocchia allineate sotto le anche. Prendendo l’aria, sollevare il braccio su lateralmente, guardando la mano. Successivamente, buttare l’aria e portare la spalla e tutto il braccio a terra simulando il movimento dello “scavatore” con il braccio. Ripetere 10 volte stando attenti alle fasi respiratorie.

    Soffermarsi almeno 2 secondi nelle due posizioni estreme.

    ESERCIZIO N°6

     

    Preferibilmente da seduto e davanti a uno specchio. Allungare la cervicale molto lentamente inclinando la testa in modo tale da avvicinare l’orecchio alla spalla dello stesso lato, (ci aiutiamo con  la mano dello stesso lato e ci afferriamo la testa dal lato opposto). Rimanere 5-10 secondi secondo la flessibilità e ritornare sempre lentamente in posizione di partenza. Ripetere dal lato opposto, 2-3 volte per lato.

    Con questo esercizio stimoliamo l’allungamento del muscolo trapezio, e di tutti i muscoli al di sotto di esso, responsabili di molte tensioni di questo tratto della colonna vertebrale.

    ESERCIZIO N°7

     

    Preferibilmente da seduto e davanti a uno specchio. Allungare la cervicale molto lentamente ruotando la testa da un lato, (ci aiutiamo con  la mano dello stesso lato e  afferriamo  la guancia dal lato opposto). Rimanere 5-10 secondi secondo la flessibilità e ritornare sempre lentamente in posizione di partenza. Ripetere dal lato opposto , 2-3 volte per lato.

    Se si vuole sentire un maggiore allungamento aprire il braccio dal lato opposto e poggiare la mano al muro mantenendo la posizione.

    In questo modo oltre a mobilizzare la cervicale avremo un maggiore effetto sulla catena muscolare anteriore del braccio utile nelle cervicobrachialgie.

    ESERCIZIO N°8

    L’egiziano. Seduti a terra. La gamba sinistra distesa e l’altra piegata con il piede a terra posto sul lato esterno della gamba estesa( vedi figura). Con il gomito sinistro esercitare una pressione verso l’interno sulla faccia esterna del ginocchio destro. Stare in questa posizione per 15-20 secondi ripetere dall’altro lato.

    Ricordare di stare con la colonna dritta. È un esercizio molto completo, perché oltre ad agire su i muscoli dell’anca, fa allungare anche i muscoli posteriori della spalla, e  i muscoli del torace.

    In conclusione, la fibromialgia rappresenta una condizione complessa che richiede un approccio globale alla persona. Attraverso un percorso graduale che integri educazione al dolore, esercizio terapeutico, gestione dello stress e un adeguato supporto multidisciplinare, è possibile migliorare in modo significativo la qualità di vita delle persone che ne soffrono.

    Dal punto di vista fisioterapico, gli esercizi fisici rimangono uno degli strumenti più efficaci: non come sfida al dolore, ma come mezzo per ristabilire fiducia nel proprio corpo, aumentare la tolleranza allo sforzo e favorire un recupero funzionale progressivo. Il ruolo del fisioterapista è proprio quello di guidare il paziente in questo percorso, adattando il trattamento alle sue capacità e ai suoi tempi.

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    Guida pratica per l’esercizio terapeutico: I segreti per il benessere fisico del corpo

    Dott. Salvatore Ticali Fisioterapista Osteopata specialista in scienze riabilitative delle professioni sanitarie